IN COSTRUZIONE

Questa è una selezione di progetti che ho sviluppato e realizzato, se hai bisogno di un mio CV completo ti invito a scrivermi su alberto.michalette@gmail.com.

DIDA - Didascalie d'Asporto

Un'attività-gioco che si pone come obiettivo quello di realizzare una nuova didascalia per un'opera o un oggetto, utilizzando un sistema a turni, delle tessere bianche e delle parole di partenza bizzarre.


Spazio C.R.E.A.

Progetto realizzato nel 2022 per il Museo Madre e presentato con riTROVO in occasione della Giornata del contemporaneo promossa da AMACI.

Lo spazio si presentava come un atelier aperto, realizzato utilizzando 3 sale del museo, e in cui ognuno era invitato a realizzare la propria opera partendo da materiali di riciclo che sarebbe poi stata esposta.


RAMO - Reimmaginare l'Arte, i Musei, gli Oggetti

RAMO è un piccolo strumento che serve ad amplificare le visite museali.

Mette a disposizione 3 lenti colorate, 1 trasparente, 1 lente l'ingrandimento e 1 foro, si piega e si ripone in tasca, con un pennarello a punta secca si può interagire con le opere senza toccarle, proiettando o usandole come lenti.

Il progetto viene realizzato presso il Museo Madre di Napoli costituendo una piccola offerta didattica nel 2021 insieme ad altri due progetti realizzati insieme a Fetz Gargiulo e Miriam Coppola.


Percorsi di Deriva

Nel 2018 io e diversi colleghi di Accademia mettiamo su un collettivo creativo e trasformiamo la Deriva Situazionista in un laboratorio per grandi e piccini a cavallo tra le strade del centro storico di Napoli e gli spazi dell'Accademia di Belle Arti.

Il progetto viene proposto in diverse occasioni speciali come le giornate di "Accademia Svelata" e veniamo anche invitati dall'Accademia di Bologna per proporlo agli studenti e alle studentesse di Didattica dell'Arte

Tutta l'attività si basa sull'idea di perdersi consapevolmente nella città (attraverso delle micro attività che venivano svolte in gruppo) e osservarla da punti di vista sempre nuovi per trasformarla in un luogo diverso ogni volta, la parte finale prevede la realizzazione di una mappa psicogeografica ispirata a quelle di Guy Debord.

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