Guida pratica per i musei che cercano personale

Solitamente, quando un museo ricerca personale, cosa che può avvenire anche annualmente per i contratti a breve termine, la comunicazione che si fa a riguardo parte da un bando che viene pubblicato sul sito proprietario, solitamente nell’apposita sezione “lavora con noi”, per poi essere ricondiviso sulle diverse piattaforme social, principalmente Linkedin che si propone come piattaforma dedicata alla ricerca e all’offerta di lavoro.

 

Tutto semplice, lineare, seguito da una forte amministrazione che difende eventuali sbavature e punti che potrebbero essere additati come scorretti, manchevoli o altro, insomma, una squadra che coopera per permettere al museo di avere con il suo annuncio la massima visibilità per poter richiamare la più alta professionalità possibile a ricoprire il ruolo per cui si indice un bando.

 

Bellissimo vero? Peccato che la realtà spesso sia un’altra e mi spiace dirlo ma puntualmente ciò avviene in Italia. Nell’ultimo anno e mezzo ho vissuto in Belgio e il mio sguardo sulle offerte di lavoro vola sempre oltreconfine, dove potrei andare nella mia prossima meta? Ci sarà una prossima meta oppure il Belgio è diventata la mia seconda casa? Domanda complessa a cui non so ancora rispondere e visto che mi ritrovo in questa situazione io continuo a controllare bandi un po’ da tutta Europa, in questi anni di lavoro la mia rete è cresciuta molto, sono entrato in contatto diretto con molte persone, conosco professioniste da ogni parte del mondo e quindi i miei canali hanno il vantaggio di osservare ricondivisioni di bandi un po’ dappertutto, motivo per cui ad oggi ho una visione molto ampia dei bandi di concorso, cosa che fino a poco tempo fa era limitata a quelli nostrani, dunque quando mi ritrovo a vedere un bando italiano “strano” non posso che criticarlo amaramente, o meglio diciamo pure che lo massacro.

 

Dove caspita lo trovo il bando?

 

Nel precedente articolo abbiamo parlato del fatto che ad oggi sempre più persone sono interessate a lavorare nel mondo della cultura ma non sempre i musei sono interessati al fatto che tu possa lavorare con loro, questo si riferiva non solo al bassissimo numero di posti di lavoro disponibili ma spesso anche alla difficoltà di trovare un bando, alla sua lettura, comprensione e capacità di poter rispondere.

 

Recentemente ho letto di una cara amica che è entrata a fare parte del Museo Madre di Napoli come responsabile al dipartimento educativo, una notizia che mi ha reso felice ma che mi ha anche spiazzato visto che questa persona ha un incredibile curriculum verticalizzato sulla curatela, decido allora di andare a vedere questo bando per vedere chi altro si era candidato per il ruolo, visto che del territorio conosco moltissime persone, e scopro che per la posizione interessata si erano proposte solo due persone, il bando in generale ricercava ben 6 figure in 6 ambiti diversi e i candidati totali per tutte le posizioni ricercate sono stati 10, un numero che dirsi bassissimo è dire poco, eppure conosco molte persone del territorio che aspettavano un bando come questo per proporsi, come mai non avevano fatto domanda?

 

La risposta è semplice, il bando era introvabile, io stesso non ho saputo individuarlo se non sotto indicazioni del museo, e anche dopo aver ricevuto il link solo con grande difficoltà sono riuscito a ritrovarlo senza affidarmi al link presente nella mail.

Per arrivare alla sezione in cui è presente il bando bisogna accedere al sito del museo, andare su amministrazione trasparente, non cliccate su bandi di concorso ma su bandi di gara e contratti, una volta qui non troverete nulla, dovete navigare nella barra laterale e cliccare su avvisi (la sezione avvisi di questa sezione specifica), finalmente siete arrivati alla sezione indicata.

Ora non ci vorrebbe molto se le sezioni nell’amministrazione trasparente fossero poche, purtroppo però non appena accedete all’area preposta vi trovate con la bellezza di 23 voci diverse (anche se alcune sono simili) e di queste 23 voci quando entrate nelle singole se non specificate la categoria precisa non potrete vedere tutti gli avvisi pubblicati.

 

Insomma una faticaccia solo per riuscire a trovare un bando, e a rendere le cose più difficili aggiungiamo il fatto che nessuno dei bandi presenti nell’area viene mai pubblicizzato al di fuori di questa sezione di sito, non stupisce quindi che i candidati proposti in totale fossero di numero così basso con alcune voci che contano un solo candidato. 

 

Cosa andrebbe fatto?

 

Quello che si vede fare nei musei più grandi è l’affidamento a piattaforme comuni come la stessa LinkedIn, che offre degli strumenti specifici, o molto più comunemente ProfilCultura (in Italia), una piattaforma dedicata esclusivamente al reclutamento nel settore culturale dove è anche molto semplice proporsi poiché una volta realizzato il proprio account e impostato tutte le voci basta un click per candidarsi ad una precisa posizione adatta al nostro profilo.

Dunque sicuramente iniziare ad utilizzare piattaforme simili aiuterebbe già di molto l’individuazione dei propri bandi, in secondo luogo se il trasferimento su un’altra piattaforma è complesso allora la divulgazione online può passare per i social, o per avviso visibile sulla home principale del sito, questo faciliterebbe la divulgazione del bando interessato e permetterebbe a molte più persone di aderire al suddetto, così facendo si potrà garantire al museo la miglior scelta possibile fra quella di più professionisti che si potranno in questo modo proporre.

 

Tutto qui. (?)

 

Per tutti quelli che sono interessati a lavorare con il Museo Madre potrete provare nuovamente l’anno prossimo, adesso conoscete i passaggi da fare per trovare autonomamente il bando annuale per l’inserimento nell’organico a tempo determinato, il problema resta però per tutte le altre realtà museali che gestiscono la comunicazioni di bandi in modo ancora più vetusto e farraginoso di quello appena preso in esame, in quei casi c’è poco da fare, bisogna armarsi di pazienza e contattare freneticamente il museo nell’attesa che vi comunichino direttamente info aggiornate.

 

Chiaramente tutto ciò sembra uscito da una barzelletta, pensare che ancora oggi, nel 2025, la gestione di un sito debba essere tanto arrugginita persino per una questione di importanza vitale per il museo, che qui si arriva a giocare le professionalità coinvolte con il rischio di ritrovarsi personale non adeguatamente formato, è qualcosa che lascia basiti.

Non solo questa situazione è imbarazzante ma lo è anche il fatto che in Italia questa cosa sembra normalizzata poiché a parlarne sembra non esserci nessuno, cosa che chiaramente va ad alimentare il fatto che forse, quasi quasi, il museo ha tutte le ragioni per rimanere tanto indietro sulla comunicazione dei propri avvisi.

 

A questo si aggiungono dei bandi talvolta scritti per la ricerca di figure che si occupano di cose totalmente sfasate dal ruolo indicato; prendendo in esame sempre lo stesso bando indicato per il Museo Madre, ad esempio, per la categoria di Referente didattica e educazione, si descrive un ruolo che rientra perfettamente nei criteri lavorativi di chi effettivamente fa educazione museale… 30 anni fa!

Avrebbero potuto scrivere semplicemente “si ricerca figura che faccia attività per bambini” e avrebbero avuto lo stesso (devastante) effetto, ovvero quello di creare un altro elemento di allontanamento delle possibili professionalità che, leggendo certi bandi, potrebbero sentirsi anche sminuite e svalorizzate per quelle che sono le proprie competenze. L’attenzione dunque va portata sulla facilitazione della posizione del bando ma anche in quello che viene scritto al suo interno, tutto questo per amplificare le possibilità che a rispondere siano le persone più qualificate possibili sul mercato.

 

Ma non potevi starti zitto?!

 

Sì forse avrei potuto farmi gli affari miei e non dire nulla, magari domani troverò uno di questi bandi e non dovrò preoccuparmi della concorrenza, magari toccherà a voi, eppure nonostante io sia fortemente contro ogni criterio di competizione credo che amplificare le possibilità di accesso ad un bando (pubblico) costituisca uno snodo importante da percorrere per poter conferire le stesse possibilità a tutti coloro che ne avranno desiderio e se questa competizione potrà rendere più difficile l’ingresso presso un determinato museo come dipendente, significa che sarà così che dovrà andare.

 

La partecipazione alla ricerca sulla pratica artistica è necessario che passi anche dal coinvolgimento del proprio territorio a tutto tondo, e se coinvolgere chi non è del mestiere è la parte più difficile coinvolgere chi invece ne fa parte o ha studiato in questo settore è relativamente semplice, se si sceglie di attivare le condizioni necessarie.

 

La nota positiva di questa riflessione è che i musei che si trovano in questa situazione potranno intervenire sul proprio sito con delle modifiche minime e dei suggerimenti totalmente gratuiti per poter migliorare la propria comunicazione online, se tu che leggi queste parole conosci un museo che ne avrebbe bisogno non esitare a condividerlo perché non è detto che non possa generare un cambiamento, anche piccolo, nella gestione degli annunci di lavoro, ad oggi molto spesso ricettacoli di sorprese inenarrabili.

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